Il bravo e sempre competente giornalista Antonio Socci scrive (https://www.antoniosocci.com/zibaldone-n-17-divagazioni-sulla-musica-e-la-vita/) del nulla che fuoriesce dalle generazioni attuali: nei testi delle canzoni, si legge il vuoto cercato spontaneamente dai ragazzi di oggi per alleggerirsi la vita, azzerando la filosofia classica che ha mosso gli ideali (e l’impegno ad essi coerente) dell’Umanità millenaria e secolarizzata che li ha preceduti.
È importante domandarsi il perché di tutto ciò. Certo li abbiamo delusi, ma non basta. Ogni nuova generazione, è sempre delusa dalla precedente. C’è dell’altro. Ed è importante. Perché è lo stesso motivo che permise a Colombo di trovare l’America.
A quei tempi l’Europa aveva l’Asia tra le mani, un bel pezzo di Africa e nessuno sognava, l’occidente. Lo stesso Colombo partì solamente per raggiungere le già conosciute Indie, attraverso un’altra eventuale via plausibile.
Socci chiede se in questo mare di nulla controcorrente, di filosofica assolutamente piatta e vuota di un qualsiasi ideale da tramandare, vi sia una logica che porti a qualcosa; se, nella maretta da bonaccia che abita l’ego dei Millennials, vi sia un’utile speranza.
Capitò lo stesso a Colombo, rimasto fermo in mare aperto, per settimane, in una pericolosa assenza di venti: un uragano, si stava infatti abbattendo in quei giorni, sul continente americano, proprio laddove sarebbe poi sbarcato il genovese più famoso del mondo, assorbendogli ogni rivolo d’aria, utile alle vele delle tre imbarcazioni.
Si rischiò l’ammutinamento ( anche a causa di un’ epidemia gastrointestinale da carestia che la situazione di stallo obbligato delle caravelle nell’oceano, aveva favorito ) e il fallimento totale della spedizione.
Ma appena i venti tornarono liberi dal turbine distruttivo che li assorbiva, e che si dirigeva oramai verso la Florida, egli trovò, nel nulla di un’oceano in ripresa di eolo ed onde, un ramo fiorito e galleggiante strappato ad occidente dalla furia degli eventi; facendo capire a Cristoforo ( colui che varca le acque con un grande peso sulle spalle ndr. ) che oltre quel disarmante e snervante vuoto, c’era vita: le Indie cercate ( in realtà una nuova terra ndr.), erano molto vicine.
Così, è anche per noi oggi: un mondo nuovo è vicino. Fatima lo annuncia nella parte finale del Terzo Segreto, attraverso l’immagine di chi si avvicina alla Grande Croce ( con la Chiesa Vaticana distrutta dalle lotte interne tra tradizionalisti e progressisti, e i secolari personaggi e le mode del mondo attuale, letteralmente spazzati via ), da sopra La Quale, due angeli irrorano di Sangue Martire Cristiano, con annaffiatoi di cristallina trasparenza, un mondo nuovo in germoglio…
Il martirio in atto di questa Umanità vecchia, stanca ed allergica alle regole, impantanata ipocritamente nel proprio passato, porterà dunque le nuove generazioni oltre la bonaccia vuota di vento e di passioni che stanno loro malgrado vivendo.
Presto i Millennials raccoglieranno il germoglio strappato e galleggiante di Cristo per rimettersi in marcia verso qualcosa di nuovo: tra cui la rinascita di una più rigogliosa ed autentica Fede Cristiana e Cattolica.
Come peraltro vide san Giovanni Bosco ( protettore proprio dei giovani, e soprattutto delle generazioni alla deriva), nella visione del 1884 conosciuta come “Il sogno delle due colonne”, con il quale cercò di consolare Papa Leone XIII, per la visione tremenda che il Santo Padre ebbe, sempre in quell’anno, durante la Consacrazione dell’Eucaristia, e riguardante i tentativi volti a temprare la Chiesa tra il XX° ed il XXI° secolo, concessi da Dio a satana.
Quest’ultimo giurò di riuscire a distruggerla in soli cento anni, ma Dio lo zittì: avrebbe lasciato che la ferisse profondamente, ma solo per poterla poi rinnovare, facendola risorgere più forte e pura di prima.
Dunque perché tutto possa rinascere rinnovato dall’Amore puro che è Dio ( come dice Gesù a Santa Caterina da Siena ne Legenda Major del Beato Raimondo da Capua), è necessario che parta dal resettato, dal buio, dall’assenza dei venti della logica umana, dal vuoto di una sofferenza iniziale.
Ecco l’oggi! E questo mondo decadente, che si scrolla di dosso personaggi polverosi, macchiette e mode, ma anche usanze oramai per lo più patetiche, come polvere dai propri sandali, prima di riprendere il viaggio.
“Io sono, tu non sei”, dice, subito, in modo netto ma rassicurante, il Cristo a Caterina quando lei proseguendo Gli chiede in quale modo, tutto il buono, si generi sempre dal dolore e dal buio, proprio come oggi.
Ebbene, questo sgretolarsi di morali barocche e spesso farlocche nel Terzo Millennio, è dunque azione voluta da Dio.
È come detto, sofferenza necessaria. Per questo, totalitaria. Utile cioè a costruire un’ Umanità estremamente nuova.
A noi la sofferenza della distruzione allora, perché alle nuove generazioni, in attuale bonaccia filosofica, giunga nella sete disperata di un mondo nuovo, il ramo fiorito e galleggiante di Cristo, da raccogliere con la certezza di poter costruire un mondo completamente nuovo, proprio laddove l’uragano in corso avrà fatto piazza pulita.
E soprattutto dove il Soffio di Vento, nuovo, li porterà per Volontà Divina.
Ciò che viviamo oggi, perciò non è ancòra la via catastrofica che porterà l’Armageddon.
Ma piuttosto l’inizio di quei Mille Anni di Pace, presenti ne l’Apocalisse Biblica di Giovanni, e che Maria a Fatima ha chiamato: Trionfo del Suo Cuore Immacolato.
Non ci spaventi l’uragano degli eventi in atto! Ci è data la Fede, nella Speranza. E dobbiamo essere Caritatevoli nel donare questi intravisti Cieli Nuovi, agli altri, come certezza: Cristo non mente, né tradisce in ciò che promette.
Dobbiamo solo tenere, come Colombo, il timone pronto, ben saldo nella Fede, sul faro di Cristo: questo significa avere davvero Timore di Dio!
Forse sulla barca in balìa della tempesta, Cristo apparentemente non dormiva, salvo poi mostrare ai Dodici, rimproverandoli per la poca Fede, la Sua potenza in un’ alba nuova, calma e rassicurante ?
E ancora: non fu così anche nel Sepolcro, mentre là fuori la maretta di bonaccia sconsolante e vuota, angosciava gli apostoli, impauriti e disorientati dopo la Croce?
Ebbene, che ne fu poi del mondo antico?
GiorgioFossati
