In un mondo che mai come prima, sta cambiando profondamente, grazie alla “goccia” della Pandemia che ha fatto traboccare il classico vaso, possiamo intuire che in ogni ambito, tutto si muove inarrestabilmente verso una consapevole sostenibilità delle cose e della vita: armonia con il contesto e obbiettivi personali stanno cercando un contatto che sia armonioso per entrambi.
Se ad esempio internet, nella recente ed oramai decadente sua preistoria, ha permesso a tutti di creare notizie, di “costruire” nelle coscienze spazi fuoriluogo ad idee strampalate, come le fake news, al pari di certi quartieri residenziali sfascia paesaggio che negli anni addietro, dal dopoguerra a ieri hanno deturpato certi angoli belli del pianeta, da un altro canto ha obbligato le nuove generazioni, a mettere ordine e Verità, cioè armonia, per ogni cosa che debba essere prodotta: articoli, prodotti, automobili, costruzioni ecc.. Perfino Fotografia; immagini cioè, che meritino di essere scattate meglio, anche da chiunque, perché siano degne del mondo che le accoglie.
Stile significa maturità, non caos; cioè armonia.
Lo so, siamo allo stato embrionale di tutto questo, eppure, l’esigenza di voler migliorare il nostro habitat planetario, attingendo dal bello del passato, creando cose nuove ma armoniose col contesto vivente di contorno, persino in ambito medicale o in quello linguistico ( le parole come le pietre, sono vive, e seguono l’Uomo ovunque si sposti o cambi ndr. ), mostra la tendenza degli Esseri Umani a mettere finalmente ordine al proprio esistere, dando degli input alle generazioni successive sul chi-dove-come-quando-perché si debba dare rispetto ( e quindi risposte ) alla Vita e all’ambiente da modificare per poterci vivere meglio.
Tutto ciò che l’uomo produce, idee e pensieri opere e persino risate, o pianti, gioie e dolori compresi, infatti vanno ad occupare un posto fisico nell’ambiente, ripercuotendosi su chi ci circonda e sulle generazioni successive.
Sta a noi, finalmente sensibilizzati, decidere se lasciare scarti inutili del nostro agire od opere che ispirino il futuro, indipendentemente dal fatto che esse siano fisiche, rimangano materialmente presenti, o semplicemente ricordate come linee guida dettate da materialità, scritti, immagini od idee.
Questa consapevolezza del nostro io, un tempo fu solo dei grandi artisti ed inventori, fu di architetti e navigatori, mentre oggi è finalmente insita dentro ciascuno e matura nelle regole comuni, utili cioè a creare un mondo nuovo, armonioso e coerente con il concetto esclusivo che rappresenta il nostro pianeta nel cosmo.
Una sorta di “Made in World” agli albori, che sta diventando brand, e quindi stile, e dunque regola da mostrare all’acquirente che abbiamo tutti già dinnanzi, e che risponde al nome di “Futuro”.
Tutto questo porterà a quei “Mille anni di pace” ( cioè intesa comune ) che a Fatima, Maria ha annunciato, e che precedono l’Armageddon de l’Apocalisse di Giovanni, col delirio umano di appropriarsi del nome di Dio ?
Ai posteri la sentenza.
GiorgioFossati
