È tempo di sfide sanguinose; tra popoli e cose che dividono, perché compresse nella stessa dimensione pulsante. E poco importa se l’ambito sia materiale o spirituale.
Dobbiamo scegliere da che parte stare, tra caos e Logica.
Tra gnosticismo crescente e Fede dimenticata, tra egocentrismo e Carità, tra artigianalità ed Arte, tutto, come nell’Universo, si contrae per poi espandersi, spaccarsi, disperdersi creando cose nuove.
In Cristo, nella vita di Gesù cioè, avvenne lo stesso, e proprio all’apice della predicazione: sopra quella Croce.
Perché anche in Dio, tutto il Creato si contrae e poi si espande, si riunisce e si spacca, in un armonico movimento cardiaco, per l’Amore di cui Egli è fatto.
Dio, è cuore spirituale e motivo della Creazione, e a seconda delle necessità umane, per quell’ Amore perfetto che Egli è, tutto crea, quindi sopporta, ed infine guarisce.
Noi siamo fotografia di Dio e Sua proiezione: viviamo da negativi; nel buio cosmico dei giorni, sui fogli di carta bianca dell’anima, impressioniamo il nostro destino fino a che, processati nella morte, appariremo, in positivo alla Luce di Dio.
Se la Vita terrena, come una fotografia ha bisogno dei toni chiari dell’Amore, è pur vero che per apprezzarlo e delinearlo profondamente, deve necessariamente passare dallo spacco scuro di odio in cui l’uomo, puntualmente si rifugia per necessità materialistiche, dettate da un corpo, che in quanto involucro e prigione materiale dell’Anima, detta i tempi di passaggio da una condizione di benessere a quella di malessere.
Dio è impegnato a seguire e a convertire il nero dei danni ( che la nostra condizione umana corporea, quindi materiale perché di bisogni materialistici, crea ), in bianca serenità cangiante, dentro questo movimento selettivo tra periodi di Amore e periodi di odio.
Dio in questo si mostra Creatore: Egli sa leggere bene i tempi necessari allo sviluppo del Creato, noi un po’ meno, perché tendiamo a viverli per come li riceviamo, e basta.
La libertà di scelta e di sviluppo che concessaci, esercitiamo verso il bene od il male, viene contenuta dal Creatore, per bilanciare l’immagine del Creato, creando nuove cose.
Egli controlla i Tempi e i modi, a bisogno della Storia, perché risultino necessari e buoni al fine della nostra evoluzione, e soprattutto della nostra Salvezza, che, non dimentichiamocelo, è lo scopo della nostra Vita; l’arrivo finale “nell’album fotografico di Dio”, dopo la purificazione, “il lavaggio” cioè dell’Anima, dalle “impurità del fissaggio” cocciuto verso le materialità morenti che l’uomo attraversa durante l’esistenza terrena, per divenire vera Fotografia di Dio, una volta giunto al Suo cospetto.
Nulla ci dovrebbe spaventare dunque: non la morte, che è solo un passaggio ad una Vita Eterna e senza più lo scurente influsso della materia, col suo desiderio irrefrenabile di possedere qualcosa, che nelle varie forme in cui lo desideriamo qui, sporca di peccato egocentrico, oggetti e situazioni legate ad un Tempo in cui ci sviluppiamo, e che in Dio si fermerà, e cessarà il suo scorrere.
Erroneamente convinti di essere orfani di Dio, in questo delirante Terzo Millennio, ci rifugiamo invece, impauriti nell’Io. Scurendoci dell’ombra dello stesso cespuglio in cui il Creatore, ritrovó Adamo ed Eva per aver bruciato parte della loro candida nudità, dopo aver disubbidito alla Logica.
Nulla è più pericoloso dell’Uomo quando per paura si crea buie certezze egocentriche, rinnegando Cristo, che è la Logica Luce di tutto, essendo Amore.
Penso a Stalin a Lenin, ad Hitler, alla Cambogia degli anni’70, alla follia islamica recente ( che vive bene, di benessere europeo ed occidentale in luoghi radicatamente Cristiani, ma desidera imporre il proprio mondo fallito e tragico, di un Allah, mai risorto, e quindi senza speranza ), e a tutte le altre forme in cui l’Io ha dimenticato la lettera D innanzi a sé.
Colui che oggi in delirio nega la Luce di Dio per l’io-buio, è un cieco stolto, destinato a soffrire per la palese negazione della Logica d’Amore che lo circonda nelle cose più care in Vita.
Nel perseverare rinnegando il proprio Creatore sino alla fine, certamente questi cade per odio ed invidia verso Dio, nel delirio arrabbiato e malfidente verso il dono condiviso della Vita, dimenticando che alcuno, nella Storia concessaci da Dio, ha mai ottenuto una vittoria terrena duratura, né tantomeno la serenità, figuriamoci la Salvezza percorrendo il buio satanico dell’ego, anziché l’Amore misericordioso verso il Prossimo, del Crocifisso.
Così ecco che di questi tempi a Vienna, Rubens sfida Tiziano in un Kunsthistoriesches Museum che diventa arena in cui lo spettatore può votare alla fine, il vincitore, tra Odio e Amore, tra materialità e Divinità, tra allegoria e Fede, cioè: sembra stupida preferenza, ma in realtà quel piccolo ed insignificante voto, basato sul Dialogo con Dio nell’Arte, ci indica a che punto siamo, nel cammino della Vita verso la Salvezza.
Così come l’atomica sfida il Sole, tra distruzione e rinascita, siamo oggi chiamati a schierarci nella battaglia che infuria tra chi si fida dell’io e chi confida in Dio.
Perché in questo momento in cui la Storia, pare celebrare i poteri della frontiera in ogni cosa, la scienza è arenata a remake senza senso apparentemente utile: la riconquista fisica e materale della Luna, perché faccia da elastico ad una successiva esplorazione Marziana, anzichè all’esplorazione Divina con domande assolutamente più importanti e profonde a guarigione del mondo sofferente.
Ma se la Verità in quanto Logica ( Logos ) è Parola ( Verbum ), alias Cristo, è zittita, se da poeti ( ogni uomo nell’intimo lo è ) inariditi, non mastichiamo più la Parola attraverso l’Eucaristia, la Scienza perde il Suo senso più profondo, e gli scienziati non possono scoprire più nulla di veramente utile al futuro dell’Uomo perché accresca anche nell’ Anima.
La ricerca della Verità è infatti più importante del Suo possesso: l’uomo che dubita Dio, Lo indaga nella ricerca interiore, inseguendoLo portando progresso e benessere. L’uomo che nega Cristo a prescindere in nome dell’ego è destinato alla rovina sua e di chi lo segue.
DubitandoLo, quindi, Lo certifica, provocandoLo di attenzione. E Dio per risposta lascia nella coscienza stimoli per progredire verso l’Amore ed il benessere.
Dio è così vicino a chi Lo dubita nella ricerca, da non permettergli di riuscire a scorgerNe La Gigantesca, palese, Presenza nell’Amore, da cui siamo invece circondati. Eppure il Creatore gli permetterà in nome di quel desiderio verso la Verità, di fare passi giganti ed utili al vivere terreno di tutta l’Umanità.
Non si comporta così anche l’Amata, quando sente il sincero Amore dell’interessato? Ella si contrae, facendosi desiderare nella sofferenza, prima di donarsi totalmente.
L’Ateo che invece chiama tutto cocciutamente “Fortuna” non è che un orfano perché rifiuta il dono d’Amore, di una Madre da imitare. Egli non può che creare danni palesi da delirio egocentrico, al mondo, quando in ogni ambito, raggiungesse posizioni di comando.
Esattamente come il Figliol Prodigo quindi, il dubbioso è maggiormente vegliato da Dio rispetto al saccente ateo, perché in discrezione misericordiosa e silenzio, il Padre Eterno, contraendosi per dare spazio alla Sua amata creatura in difficoltà, ne aiuta le faticose e bisognose gesta, attendendo che il doloroso, ma purificante ed inevitabile ritorno maturo ad Egli, si compia, in nome della Logica d’Amore che si mostra soprattutto nella Libertà di CrederGli, per quel Cristo, che in quanto Dio, è Logica, e tarla la coscienza di ciascuno, ogni giorno.
L’Ateismo odierno sta distruggendo il mondo, perché rinnega a priori Cristo, negandosi la Sua scontatezza Divina nell’Eucarestia praticata.
Quindi esaltando l’io suo malgrado, a discapito di un Dio con cui plasmare la propria coscienza, alla fine non può che creare un mondo egocentrico, triste, annoiato e pieno di cose mai appaganti, costruite solo per insoddisfarlo sempre di più.
La Contrazione dolorosa del parto, non ci annuncia il passaggio dal ventre alla Vita terrena, esattamente come quella della morte, ci fa rinascere ( anch’essa nel pianto ), alla Vita Eterna?
Così per quanto possa essere doloroso per l’Atea Umanità attuale, far morire le proprie convinzioni egemoni e deliranti di amor proprio ed ego, sarà inaspettatamente gioioso vivere nella certezza consolante di essere davvero eterna, grazie alla Presenza d’Amore certa e salvifica eternizzante di Cristo nella Storia, quando accetterà di aver sbagliato strada, convertendosi.
D’altronde non c’è forse dolore, prima della gioia? L’attesa non è infatti sempre dolorosa incertezza, e il dopo, compensatamente sempre gioia davvero appagante, perché Divina?
Dopo questo spasmo di contrazione atea, non può che avvicinarsi per l’Umanità, la liberazione Divina di Cristo?
L’Universo stesso, non si contrae per espandersi?
Esso è plasmato da un Dio che fa lo stesso con noi, nascondendoSi ( apparentemente ) per mostrarSi Amore puro, lasciandoSi uccidere per perdonarci.
E il profetico Blade Runner, mi sovviene, nel chiudere questa riflessione sulla quotidianità dominata da contrazioni d’odio che viviamo, con un monito positivo, che è un augurio alle nuove generazioni: “ho visto cose che voi umani non potreste neanche immaginare: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser: tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia: è tempo di morire.”
Per rinascere, dentro.
A Dio.
GiorgioFossati
