Pergamonmuseum, Porta di Babilonia: laddove passo’ Alessandro Magno, dopo la battaglia di Gaugamela, in veste di vincitore su Dario III con indosso una pelle di leone la cui testa gli adornava il capo, acclamato tra urla impazzite, saltimbanco, suoni di ogni genere e coriandoli, oggi regna un Silenzio museale; impensabile quando questa Porta, smontata e rimontata a Berlino, si trovava nel Deserto della Persia, a due passi dall’odierna Bagdad.
Il Silenzio e’ un richiamo, come lo e’ una soglia che ci invita ad entrare, a varcarla.
Ed e’ attraversando questa sontuosa, antica entrata, oggi banalizzata, ridotta a separe’ tra una sala e l’altra del Museo berlinese che mi vien da pensare che ci e’ data l’aria non solo per respirare, ma soprattutto per poter dare voce all’Anima rinchiusa nel corpo mortale: da Essa, dalle immagini poetiche che Essa decanta, attraverso la voce del corpo che risuona grazie all’aria intorno, scaturisce la fotografia di Dio.
Se la Sua immagine viene coerentemente abbinata alla melodia, alla musica anch’essa figlia dell’Anima, quest’Ultima vibra, balla, ed un benessere spirituale ci invade nel fisico che ci avvolge come un vestito, fino a tramutare certe sensazioni, nella materia liquida, emozionata, delle lacrime.
Allo stesso modo, si comportano nel concetto di assenza e distruzione, di angoscia e paura, il dolore e la bestemmia.
Poi in entrambi i casi torna il Silenzio…
Perche’ il vivere quotidiano e’ cucito tra gioie e dolori, tra serenita’ ed ingiustizie, da preziosissime quanto fondamentali e necessarie pause di Silenzio.
La vita stessa quando nasce dal Silenzio del grembo materno, esala un respiro di rumoroso pianto, unendo la paura inconscia del nuovo alla gioia di quando l’essere umano comprendera’ crescendo, il dono preziosissimo e meraviglioso, nell’unicita’ della propria vita;
Nell’attimo della morte, tutto questo percorso si invertira’ in un percorso contrario verso il Silenzio ( cioe’ verso Dio ), in una dimensione cosi completa e matura, da non necessitare di alcuna materialita’ dei suoni, in quanto l’Anima sara’ parte del Corpo Mistico di Dio e Voce dello Stesso, in una melodia di serenita’ infinita; oppure di un inutile combustibile per il dolore eterno senza suono.
Il Silenzio certifica Dio,
in Cielo come in Terra, quindi.
Il Silenzio quaggiu’ e’ in realta’ un rumore assordante, in cui si percepisce il dialogo tra l’io della coscienza e il Dio dell’Amore.
Un assassino che premedita un omicidio, dialoga con Dio nel proprio Silenzio in lotta tra odio e Amore: inconsapevole che quel Silenzio rimarra’ interamente udibile dopo il misfatto, a chi indaghera’ nel cercare il colpevole, attraverso il perche’ di un movente.
Il Silenzio infatti e’ ( ed ha ) un perche’!
Dio e’; ed ha un perche’ che puo’ essere sporcato dalla liberta’ da Egli concessaci, di programmare il bene od il male, nel Silenzio di cui Egli e’ sostanza in noi e attorno a noi.
Il Silenzio e’ la piu’ grande armonia sinfonica che si possa ascoltare nell’Universo, in quanto Dio.
Il Silenzio esiste.
Dio esiste.
Dinnanzi al tabernacolo, dopo aver svuotato scuse, preghiere, desideri, dopo aver regolato il respiro, dopo esserci finalmente zittiti, annullati e liberati dalle nostre giustificazioni, possiamo ascoltare ( oso dire, “vedere” ndr. ) l’immensa Serenita’ di Dio.
Ed in questa riposare, ritrovare delle forze poco prima introvabili, per andare avanti, ed uscendo dalla Chiesa pur con le mani e il portafogli vuoti, sentirci talmente pieni da annichilire, annullare ( dopo quel Silenzio pieno del tabernacolo ) persino la gioia di possedere un Conto Corrente miliardario, o la disperazione per aver perso tutto.
In Silenzio Dio ha mostrato la Sua immensita’ infinita d’Amore all’Uomo incredulo e dimentico del suo Creatore: Dio dopo essersi incarnato nel Corpo di Gesu’, ha vissuto in Silenzio per nove mesi dentro un essere umano, Maria, dimostrandoci ( pur non dovendoci nulla ), l’umilta’ irraggiungibile, dell’Amore Infinito, quale Sua sostanza, che si e’ rinchiuso nel finito ( la nostra condizione umana ! ), per insegnarci a raggiungerLo, e a non fermarci tremanti davanti allo spauracchio ridicolo della morte.
Invece la Domenica sacrifichiamo tutto questo possibile Silenzio nutriente e la possibilita’ di assimilarlo al nostro corpo e alla nostra Anima attraverso il Pane Eucaristico nell’oretta scarsa di una Messa, in nome della pigrizia, della solita gita fuoriporta o peggio bestemmiandolo, magari evitando pure di genufletterci davanti al tabernacolo per orgoglio e vergogna di Egli davanti agli altri, o peggio per paura del ridicolo giudizio altrui, di fronte ad un nostro dovutissimo gesto verso Dio nostro Padre Creatore.
Prima di scrivere di Dio, come a volte accade, sento lo Spirito che bussa in un Silenzio diverso, gravido e maturo, nella mia Anima, chiedendomi di poterGli dar voce.
Questa umilta’ di Dio, mi soprende ogni volta, visto che cercando Dio spesso nel Silenzio, per la maggiorparte delle volte, trovo nel “me superbo”, anziche’ in Egli, misere risposte per la mia sfera personale, cioe’ assai poco interessanti ed utili al Prossimo.
Cio’ che scrivo, come ora quindi, non riuscirei minimamente ad esporlo se non fosse ( come sta avvenendo appunto adesso ), lo Spirito stesso a farlo, adoperando il mio Silenzio consensuale, riempiendolo di concetti cosi forti da farmi desiderare di scriverli perche’ altri possano trovarcisi, nella gioia dello stupore di chi raggiunge immeritatamente logiche inspiegabili, che come puntini che si uniscono naturalmente configurano una dimensione nuova in cui vivere i prossimi passi a venire del quotidiano, facendomi salire un gradino di piu’, della scala che porta al Cielo.
Come si fa ad affermare, quindi, che Dio non esiste!!
E’ l’Uomo piuttosto che cancella e zittisce Dio, estromettendolo dal proprio cuore, evitando il Silenzio in cui Egli vivendo, ci aspetta!
Ci riempiamo di rumore tutto il giorno, e di idee distruttive basate sull’io, per paura di incontrare Dio nel Silenzio, e cosi’ combiniamo ogni sorta di danno per i nostri bisogni egocentrici sul Prossimo: Guerre, Sfruttamenti, Individualismo esasperato, Comunismo, Razzismo, Esclusioni, Lussuria ed Egoismi…
Ma e’ il Silenzio l’antidoto a tutto questo!
E’ Dio, non l’io, a salvarci nel Silenzio!
E il Silenzio si allena e va allenato, ed allineato a Dio, cioe’ all’ascolto di Egli, nel dialogarVi separando i pensieri personali dalla Sua Voce per crescere, migliorare, cambiare!
Dio stesso, in Cristo, si nutriva, asceticamente, di Silenzi.
La logica dell’Amore e’ Silente, umile, e va riconosciuta e separata dall’ego materialista, dal rumore del mondo, in cui oggi ci siamo isolati per non vivere il Silenzio di Dio!
E’ annullando l’ego, l’io e i suoi pensieri, i suoi desideri mondani per cercare Dio che dialoghiamo col futuro e col mondo nei suoi obbiettivi piu’ giusti ! Ma per farlo ci occorre cercare, trovare ed ascoltare la Voce del Silenzio: Dio.
Esattamente come faremo in punto di morte…
Fin da ora possiamo trovarLo, e gioirNe nel Silenzio delle serenita’ infinite di cui ci fa dono: ricchezze in saggezza da riportare a tasche piene ( una volta rientrati nel vivere quotidiano ), tra gli altri esseri viventi! In attesa di ricongiungerci con Dio, Padre meraviglioso ( e non padrone ) nel Silenzio.
Giorgio Fossati
